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Predicare con la vita: i valori del Vangelo nelle periferie

Un profondo silenzio è calato quando Dominga ha proclamato la Preghiera dei Fedeli durante la Messa per le madri nella cappella di Nostra Signora di Fatima delle Figlie di Maria, nel batey “La Higuera”, El Seibo. Dopo aver letto diverse intenzioni, ha alzato lo sguardo e ha detto:
«Preghiamo Dio per tutte le madri del mondo, specialmente per le nostre, e per quelle che, a causa delle circostanze migratorie, partoriscono in casa per paura di essere deportate. Nonostante le difficoltà, sono coraggiose e rischiano la vita per dare la vita».
In quel momento ho provato rabbia per la spietata persecuzione dei migranti haitiani o dei loro discendenti nati in territorio dominicano. Ma anche gioia, perché una voce semplice e coraggiosa si levava contro decreti così disumani.

“La solidarietà è la mia bandiera”

Il 2 giugno 2025 si è tenuto l’evento “La solidarietà è la mia bandiera”, organizzato dal Collettivo per la migrazione e i diritti umani. Il gruppo ha esortato il governo dominicano a porre fine alle espulsioni di minori non accompagnati e di donne incinte, madri con neonati e anziani, chiedendo la rimozione degli agenti dell’immigrazione dai centri sanitari.
Durante l’incontro, si sono ascoltate denunce di abusi fisici e sessuali, furti, incursioni notturne senza ordine giudiziario, separazioni forzate di bambini e detenzioni arbitrarie, anche di persone con documenti legali.

Due discorsi, due volti

Colpisce il contrasto tra le parole di Luis Abinader nel 2013 — allora leader dell’opposizione — e la politica attuale del suo governo. Allora dichiarava:

«O si difende la dignità umana o la si contrasta... Un Paese civile non deve tollerare alcuna forma di discriminazione».

Oggi, invece, ha presentato quindici misure per “controllare” la migrazione haitiana. Il cambiamento di tono e di sguardo è evidente e doloroso, perché dietro le cifre ci sono persone, volti, storie.

La paura che uccide

Una delle misure più dure è stata applicata a El Seibo: gli operatori sanitari devono chiedere ai pazienti un documento d’identità, una lettera di lavoro e un certificato di residenza; in caso contrario, il servizio si paga e dopo la guarigione arriva l’espulsione.

Il 17 maggio 2025, Lourdia Jean Pierre, donna haitiana incinta di 32 anni, è morta nel distretto di Pedro Sánchez, vittima di questa paura. Le doglie iniziarono all’alba, ma temendo di essere arrestata, non andò in ospedale. Partorì sola sul pavimento della sua casa e morì per emorragia. Lasciò due figli orfani. Quando i vicini chiamarono il 911, il neonato fu portato all’ospedale, ma il padre fu arrestato e minacciato di espulsione. Il corpo di Lourdia rimase sul pavimento, senza veglia, senza medico, come se la sua vita non avesse valore.

Oltre la legge, la dignità

Questa non può essere definita una “politica”, poiché calpesta la dignità umana e il diritto universale alla salute. L’articolo 61 della Costituzione dominicana afferma:

«Ogni persona ha diritto a una salute completa. Lo Stato protegge la salute di tutti… garantendo assistenza gratuita a chi ne ha bisogno».

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ricorda:

«Ogni individuo ha diritto a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia».

E l’Agenda 2030 ribadisce:

«Garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti, a tutte le età».

Erode è ancora vivo

Erode non è morto. Vive oggi in ogni decisione che nega la vita, in ogni norma che genera paura, in ogni confine che divide. Vive quando l’essere umano viene ridotto a un numero o a un documento.

Ma anche Giuseppe vive: in ogni persona che, come Dominga o come i difensori dei diritti umani, sceglie di alzarsi, prendere con sé il bambino e custodire la vita.
È lì che continua a manifestarsi il Dio di Gesù di Nazareth, che percorreva la Galilea «annunciando la buona novella del Regno e guarendo ogni malattia e infermità nel popolo» (Mt 4,23).

Siamo chiamati a fare lo stesso: alzarci, proteggere, guarire, accogliere.
Il Vangelo sarà ancora buona notizia se non osiamo metterci in cammino verso chi è escluso?

Autor
Domenicani - Ordine dei Predicatori

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